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Sospensione dei donatori che rientrano dai viaggi |
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Giovedì 22 Ottobre 2009 08:26 |
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I donatori che rientrano da viaggi internazionali sono soggetti ad un periodo di sopensione dalla donazioni, secondo i seguenti criteri:
- Europa: nessuna sospensione
- Paesi extraeuropei: due mesi dal rientro
- Paesi tropicali: tre mesi dal rientro
- Paesi ad endemia malarica: sei mesi dal rientro
L'elenco dei paesi ad endemia malarica lo trovate qui. |
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La donazione è sicura? |
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La donazione non comporta rischi di alcun genere per la salute; il materiale utilizzato è monouso, sterilizzato e mantenuto tale in confezioni sottovuoto: il rischio di contagio per il donatore è così azzerato. Anzi, il donare permette di controllare e tutelare la propria salute, tramite gli esami e i controlli periodici gratuiti. |
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Che requisiti sono necessari per donare? |
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Chiunque abbia un’età superiore a 18 anni, un peso non inferiore a 50 Kg e sia in buono stato di salute è un potenziale donatore; il candidato viene sottoposto agli esami di laboratorio, ad un colloquio e ad una visita medica per verificare se vi siano controindicazioni. |
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Come avviene la donazione? |
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La tecnica più consolidata consiste nel prelevare il sangue intero immettendolo in apposite sacche di plastica. La durata di tale prelievo è di circa 10 minuti, durante i quali vengono prelevati circa 450 cm3. Da qualche anno, inoltre, viene eseguita anche la plasmaferesi: è una tecnica tramite la quale viene sottratto soltanto il plasma, mentre la parte corpuscolata viene restituita al donatore. Si tratta di un processo leggermente più lungo, ma altrettanto semplice e innocuo. L’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e la seguente è 90 giorni per gli uomini, 180 per le donne. |
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Perchè donare? |
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Il sangue rappresenta una risorsa insostituibile nella terapia di molte malattie. Però, nonostante i progressi tecnologici, non è riproducibile artificialmente. Donare sangue volontariamente e con consapevolezza permette di concretizzare la propria disponibilità verso gli altri, ma anche verso se stessi. Perché così facendo si alimenta un patrimonio collettivo di cui ciascuno può usufruire nel momento del bisogno. |
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