La raccolta di plasma in Italia continua a crescere e nel 2025 raggiunge un nuovo importante traguardo. Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, nell’anno appena concluso sono state raccolte 919,7 tonnellate di plasma, con un aumento di oltre 11 tonnellate rispetto al 2024. È il secondo anno consecutivo in cui viene superata la soglia delle 900 tonnellate.

Un risultato che testimonia ancora una volta l’impegno e la generosità delle donatrici e dei donatori volontari e non remunerati, nonché il lavoro costante delle associazioni di volontariato, tra cui Avis, e dei centri di raccolta del Servizio Sanitario Nazionale.
Come evidenziato dal Centro Nazionale Sangue, il sistema trasfusionale italiano ha dimostrato anche nel 2025 di saper superare gli obiettivi programmati. Tuttavia, la piena autosufficienza nei farmaci plasmaderivati rappresenta ancora una sfida rilevante, in un contesto in cui il fabbisogno di plasma, in particolare per la produzione di immunoglobuline, è in costante crescita e ha registrato un aumento del 57% negli ultimi dieci anni.
L’incremento della raccolta è dovuto in larga parte allo sviluppo della donazione in aferesi, che ha fatto segnare un +6,4% rispetto all’anno precedente. Questa modalità consente di raccogliere esclusivamente il plasma, permettendo al donatore un recupero più rapido e la possibilità di donare con maggiore frequenza, contribuendo in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi nazionali.
Nel 2025 sono stati conferiti all’industria farmaceutica 15,6 chilogrammi di plasma ogni mille abitanti per la produzione di medicinali plasmaderivati. Si tratta di un passo ulteriore verso l’obiettivo dei 18 chilogrammi per mille abitanti, individuato come primo traguardo per il raggiungimento dell’indipendenza strategica del Paese in questo ambito.
Attualmente l’Italia riesce a coprire circa il 60% del fabbisogno di immunoglobuline, mentre per l’albumina il livello di autosufficienza supera il 75%. La quota mancante viene reperita sul mercato internazionale, con costi significativi per il Servizio Sanitario Nazionale.
Attualmente l’Italia riesce a coprire circa il 60% del fabbisogno di immunoglobuline, mentre per l’albumina il livello di autosufficienza supera il 75%. La quota mancante viene reperita sul mercato internazionale, con costi significativi per il Servizio Sanitario Nazionale.
Accanto alle attività di promozione della donazione, portate avanti in collaborazione con le principali associazioni di volontariato del dono del sangue, il Centro Nazionale Sangue ha avviato uno studio sull’appropriatezza clinica dell’utilizzo delle immunoglobuline in ambito ospedaliero, con l’obiettivo di favorire un impiego sempre più corretto e sostenibile di questi farmaci.
Il Presidente di Avis Nazionale, Oscar Bianchi, ha sottolineato come questo risultato rappresenti un riconoscimento concreto dell’impegno volontario e gratuito di tante donatrici e donatori: un segnale positivo per l’intero sistema Paese. L’obiettivo prioritario resta il raggiungimento dell’autosufficienza nei farmaci plasmaderivati, traguardo che potrà essere raggiunto solo continuando a lavorare insieme e promuovendo una donazione sempre più consapevole e regolare.

